Interno della zona di produzione della birra artigianale del Birrificio Manerba

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Il Nostro Impianto Kaspar Schulz: Dove la Tecnologia diventa Tradizione

La birra
del garda

Birrificio Manerba è stato il primo in Italia ad investire in un impianto di produzione Kaspar Shulz di Bamberga, azienda tedesca tra le più antiche e prestigiose del panorama mondiale. Una scelta fatta fin dall’inizio (1999) che ben rappresenta il nostro approccio: una continua ricerca dell’eccellenza per garantire qualità senza compromessi.

Particolare della condensa esterna alla vasche della birra
La sala cottura è ancora quella originale, perfettamente conservata grazie a pratiche scrupolose di pulizia e manutenzione specializzata. Si struttura su 3 tini ed è progettata per massimizzare l’efficienza del processo.

Ha un controllo estremamente preciso delle rampe di temperatura, una filtrazione delle trebbie molto performante che evita blocchi e torbidità ed una resa della concentrazione di mosto nettamente superiore alla media.
La sua capacità produttiva di circa 2000 litri per lotto è abbinata ad un’ottima versatilità tecnica che consente di spaziare su tutti gli stili di birra richiesti: birre leggere, delicate, intense, luppolate, d’ispirazione americana, inglese, belga.
Particolare della targa di Kaspar Schulz
L’impronta del birrificio resta comunque legata alle birre di stampo tedesco, tutte realizzate con l’impiego della tradizionale tecnica di ammostamento della decozione.
Fase di travaso dell'orzo per la produzione di birra artigianale Birrificio Manerba
Dal 2019 coltiviamo orzo nelle campagne di Calvagese della Riviera e oggi riusciamo a coprire oltre il 70% del nostro fabbisogno.
Una parte viene maltata in Italia e impiegata nelle nostre ricette, mentre continuiamo ad acquistare dalla Germania soprattutto i malti speciali e il frumento, che rappresentano una componente fondamentale di alcuni stili.
Il mastro birraio del Birrificio Manerba
Silos di fermentazione della birra artigianale
Fase di osservazione del processo di produzione della birra artigianale

Fermentazione

Nella vasta cantina del birrificio (24 tini tra fermentatori e maturatori per un totale di quasi 80.000 litri di capacità) le fermentazioni vengono gestite altrettanto meticolosamente e costantemente monitorate.

I serbatoi sono coibentrati per mantenere l’isolamento termico e vengono raffreddati tramite un sistema a glicole (liquido refrigerante che ricircola all’interno della parete del tino); ciò consente di modulare la temperatura nel dettaglio a seconda dello stile di birra e della fase di fermentazione.

Fase di assaggio della birra prelevando direttamente dal silos di fermentazione

La forma troncoconica dei fermentatori, abbinata al rispetto delle adeguate tempistiche, permette una sedimentazione del lievito naturale ed efficace, senza dover ricorrere a metodi più invasivi come filtrazioni e centrifughe.

Silos di fermantazione del Birrificio Manerba

Dove richiesto dalla tipologia, al termine della fermentazione la birra viene trasferita in maturatori e mantenuta per mesi a bassissime temperature (processo di lagering) per affinarne limpidezza, stabilità organolettica ed eleganza gustativa.

Confezionamento

icone fusto birra artigianale

Al momento del confezionamento la birra può prendere diverse direzioni:

infustata in birrificio per poter essere servita direttamente alla spina di un locale tramite fusti d’acciaio riutilizzabili (o monouso nel caso di spedizioni molto distanti);

Ragazza in riva al lago che sorregge alcune bottiglie di birra del Birrificio Manerba
icona che rappresenta 3 bottiglie di birra con diverse dimensioni

trasferita nell’edificio adiacente tramite un condotto sotterraneo fino al sistema di imbottigliamento marchiato GAI, anch’esso garanzia di altissima qualità tecnica;

icona che rappresenta 3 lattine di birra di tre dimensioni diverse

per le lattine viene impiegato un metodo similare tramite un impianto modulabile.

Scatole brandizzate Birrificio Manerba consegnate per festa
icona che rappresenta il passaggio della birra

Tutti i passaggi vengono gestiti rigorosamente in isobarico, ossia si sfrutta l’anidride carbonica prodotta dalla birra stessa durante la fermentazione per gasarla naturalmente fino al livello desiderato; successivamente si utilizza la spinta del gas per trasferire e confezionare evitando qualsiasi contatto con l’ossigeno (che andrebbe ad ossidare il prodotto).

Questo sistema di gasatura è alternativo alla rifermentazione con zucchero e lievito, qui utilizzato solo per coerenza stilistica in alcuni stili belga.

icona pollice OK